Possiamo ora dare una stima dell'errore introdotto dall'approssimazione di ordine zero. Supponiamo di conoscere esattamente
e sia:
una funzione che esprime quanto il sistema sia lontano dall'equilibrio locale. Le proprietà fondamentali che esprime questa funzione sono:
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(2.38) |
Ora riscriviamo l'equazione di Boltzmann per la
,
Siamo interessati alla grandezza di
comparata a
. Per primo stimiamo l'ordine di grandezza del termine collisionale. Per definizione:
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(2.39) |
che rappresenta un'equazione integrale per
dove con ovvia notazione
rappresenta
etc. Dei quattro termini segnati ne manteniamo solo uno supponendo che gli altri siano trascurabili, quindi:
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(2.40) |
poichè
è una funzione nota allora l'integrale si può esprimere come un
che ha le dimensioni del tempo e l'ordine di grandezza tipico del tempo di collisione:
 |
(2.41) |
otteniamo un risultato qualitativamente corretto.
Esiste una relazione fra il
tempo medio fra due collisioni e questo nuovo
definito dalla 2.41, in particolare:
 |
(2.42) |
dove
è definito da 2.1. Poichè i due tempi caratteristici sono dello stesso ordine di grandezza, allora si può sostituire in 2.41 ed ottenere:
ossia l'equazione di trasporto di Boltzmann in approssimazione di singolo tempo di rilassamento.
 |
(2.43) |
Ora sorge spontanea la domanda: ''Quanto l'approssimazione al primo ordine è un'approssimazione perturbativa?'' Riscriviamo l'equazione di Boltzmann in maniera da evidenziare
, omettendo le forze esterne,
Da questa equazione si evidenzia il fatto che se fosse
ossia le collisioni fossero istantanee ed in gran numero, allora la funzione
che misura quanto il sistema si discosta dall'equilibrio locale, tenderebbe a zero, ossia il sistema ripristinerebbe rapidamente l'equilibrio.
In breve, le deviazioni di
da
sono tanto minori quanto più
. Se supponiamo che il sistema oscilli su una scala dei tempi dell'ordine di
e delle grandezze nell'ordine di
, allora si può dedurre che
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(2.44) |
L'ipotesi per applicare l'approssimazione ad ordine più basso, ossia
conduce alle condizioni per l'equilibrio locale dette condizioni di regime collisionale.
In un tempo
devono avvenire moltissime collisioni che riportano lo stato all'equilibrio termodinamico.
Se queste condizioni non sono soddisfatte, il sistema giunge ad un regime senza collisioni.
Questo succede ad esempio con le onde sonore a frequenze troppo elevate da diminuire eccessivamente
, le condizioni non sono soddisfatte ed il suono non si propaga dando luogo ad un regime senza collisioni.
Risulta tuttavia da comprendere quanto le equazioni idrodinamiche vengano modificate dall'approssimazione al primo ordine, per il seguente scopo si può inserire la
perturbata al primo ordine
e calcolare le nuove quantità già definite all'ordine zero (tensore pressione, vettore flusso di calore). Si noterà che il tensore pressione non sarà più diagonale ed il vettore flusso di calore dipenderà in maniera cruciale da
. In questo modo si terrà conto di effetti dissipativi.
Vogliamo ora esprimere l'approssimazione di singolo tempo di rilassamento con derivate rispetto alla densità:
Le
,
,
sono fissate dalle leggi di conservazione, mentre le derivate parziali di
rispetto a
si possono calcolare esplicitamente, ad esempio poichè
è lineare in
, allora
Introdotto
possiamo riesprimere
attraverso queste variabili:
![$\displaystyle g=-\tau \left[ \frac{1}{\theta} \frac{\partial \theta}{\partial x...
...\theta} \Lambda_{ij} \left(U_iU_j-\frac{1}{3}\delta_{ij U^2} \right) \right]f_0$](img355.png) |
(2.47) |
Guardando 2.46 si nota che
dipende dalle velocità in maniera più complessa rispetto a
contenendo termini lineari, quadratici e cubici delle velocità. Dalle proprietà 2.38 abbiamo ricavato:
Queste tre equazioni devono essere soddisfatte da
se vale l'equazione di Boltzmann. E' necessario ora calcolare il vettore flusso di calore ed il tensore pressione ponendo
per ottenere le equazioni dell'idrodinamica al primo ordine. Si trova che
e
, in particolare:
perchè
non dà contributo, quindi:
dove
è detto coefficiente di conducibilità termica. E' chiaro che
è una quantità piccola del primo ordine, essendo dell'ordine di
. Questa espressione permette di rendere le equazioni chiuse e trovare così tutti i parametri.
Per il tensore pressione
solo il secondo termine di 2.47 contribuisce:
Il contributo al tensore pressione dovuto a
è rappresentato dal termine diagonale
, quello di
produce un termine non diagonale, simmetrico, di traccia nulla
che dipende linearmente dal tensore
:
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(2.49) |
in particolare
non è nient'altro che la traccia di
e
una costante:
Resta da calcolare il coefficiente di viscosità
. A questo scopo è sufficiente calcolare una componente di
ad esempio
:
quindi
Ora inseriamo i risultati espliciti per
,
e
nelle tre equazioni idrodinamiche al primo ordine ed otteniamo il set d'equazioni chiuse di continuità, Navier-Stokes e della conduzione del calore.
Subsections
Carlo
2008-03-02